Ioniq 6, l’elettrica ispirata a Prophecy ha un’aerodinamica curatissima
A grandi passi verso Ioniq 6, seconda visione elettrica dopo Ioniq 5 (leggi le impressioni alla guida), con la quale condivide la tecnica. Passi progressivi, perché si rivela a capitoli, cominciando dal design e in attesa di capire quali specificità avrà, su una base che è l’architettura modulare e-GMP.
Nasce ispirandosi all’esaltante concept car Prophecy, sportivissima ed emozionale quando si affacciò sulla scena nel 2019. Cambia sostanzialmente in alcuni elementi per adattarsi a un ruolo di compatta, segmento C, per darle un posizionamento: il ruolo della Ioniq 6 sarà di ideale sostituta della Hyundai Ioniq, proposta elettrificata a 360 gradi e della prima ora per il marchio coreano. Hyundai Ioniq oggi sul mercato che è full hybrid, plug-in hybrid ed elettrica.
IONIQ 6
Poter contare sulla modernissima architettura E-GMP, a 800 volt e nativa elettrica, offre un ampissimo passo – quindi elevata abitabilità interna – e sbalzi relativamente corti.
DESIGN






Propone una silhouette “streamlined”, affusolata come nel corso del Novecento lo furono molte interpretazioni da corsa, alla ricerca della massima efficienza aero per ottenere elevate velocità.
Basso drag e alta efficienza aerodinamica oggi sono in funzione di ridotti consumi d’energia, quindi un incremento dell’autonomia di marcia. Così lo stile Ioniq 6, a dichiarare un Cd di 0,21, valore tanto più basso tanto più premiante sulla riduzione del drag, quindi la resistenza all’avanzamento nell’aria.
I tocchi di realtà rispetto a Prophecy sono in soluzioni non così estreme come ci si sarebbe potuto aspettare. Il frontale ha proporzioni assai diverse, mentre la configurazione di berlina 4 porte gioca tutto sulla funzionalità d’accesso ai posti dietro, piuttosto che l’estrema pulizia e sportività coupé delle linee Prophecy.
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Alcuni dettagli spiegano meglio le differenze, è il caso del taglio delle portiere posteriori, poco integrato nell’andamento della cornice dei finestrini. Non si è percorsa la via di portiere frameless proprie delle coupé 4 porte, sebbene nella vista di profilo sia evidente la rastremazione del design in coda. Una coda che rimanda a un’icona della sportività, made in Stoccarda, per come interpreta i doppi profili spoiler e la coda bassa. E’ il “lato migliore” di Ioniq 6, di certo il più dinamico.
Silhouette estremamente pulita nelle superfici, omaggiate da maniglie a filo con la carrozzeria e la soluzione optional degli specchietti retrovisori digitali anziché i tradizionali specchi, ben più voluminosi.
INTERNI

Berlina elettrica, il secondo progetto Ioniq continua nel solco della sostenibilità dei materiali. A bordo sono state fatte scelte che vedono l’utilizzo di plastica riciclata e tradotta in filati, il TEP. La pelle è ecologica e le vernici bioderivate da oli vegetali. Il tutto in un ambiente minimalista, dominato dall’illuminazione ambientale adattiva. Più modalità “scenografiche” prevedono anche l’adattamento dell’intensità delle luci alla velocità dell’auto.
La componente tecnologica è in una strumentazione da 12,3 pollici, schermo replicato da quello dell’infotainment, stessa misura e raggruppati piacevolmente in un’unica cornice. Una plancia avveniristica grazie ai giochi di luci, i pochi comandi – perlopiù touch e un’elevata disponibilità di spazi portaoggetti.
Luci interne che contribuiscono al totale di 700 Parametric Pixel, sorgenti di luce applicate ai fari, ai sensori degli Adas sul frontale e in coda, intorno alle cornici delle bocchette d’aerazione interne.
Il prossimo appuntamento con Ioniq 6 è previsto nel mese di luglio, quando svelerà le caratteristiche tecniche, a partire dalle dimensioni e proseguendo con le soluzioni di motogeneratore e di batteria.
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