Marc Marquez si racconta: il 2020 un anno perso sia a livello personale che professionale

Marc Marquez si racconta: il 2020 un anno perso sia a livello personale che professionale

Prima che iniziasse la scorsa fatidica stagione di MotoGP, lo spagnolo Marc Marquez era considerato da tutti il miglior pilota in assoluto, sfoggiando all’età di 26 anni record, talento, tenacia e grinta in ogni gara del mondiale. Ecco poi giungere quel terribile incidente proprio alla prima tappa del 2020 sul circuito di Jerez de la Frontera, che lo ha costretto a restare fermo ai box per un anno intero. Da quel momento in poi sono usciti fuori tanti altri lati dell’otto volte campione del mondo, dall’infinita frustrazione alla debolezza fino ad una travolgente emozione. Il campione di Cervera ha raccontato tutto questo nel corso di un’intervista rilasciata ai colleghi di ‘Motorsport’, ecco le dichiarazioni più salienti.

Innanzitutto alla prima gara della stagione 2021, che si è disputata in Portogallo sul circuito di Portimao, c’è stato anche il rientro tanto atteso di Marquez dopo un anno di stop. Tutti sono stati molto felici nel rivederlo in griglia di partenza, e questa situazione non è molto comune. Il pilota, a tale osservazione, ha risposto che è palese che la gente sia felice, ma non era una grande preoccupazione perché aveva già abbastanza di cui preoccuparsi. Ad ogni modo però l’accoglienza è stata molto buona, sia da parte degli altri team, che dei responsabili e degli altri piloti.

Fino ad ora il pilota che ha sorpreso maggiormente ‘El Cabroncito’ è stato Fabio Quartararo, special modo a causa della situazione in cui è arrivato lo scorso anno, quando sembrava che si fosse un po’ perso. Ma l’attuale stagione l’ha ribaltata sin da subito. Alla domanda da chi si fosse aspettato di più (sempre in merito ai piloti), lo spagnolo ha risposto di non voler fare nomi perché dovrebbe dare anche i loro.

Per quanto concerne il primo Gran Premio che si è disputato a Spielberg, in Austria, lo spagnolo era appena tornato da una vacanza in cui si è “lasciato andare finalmente ad una vita normale” (come detto dal pilota stesso), ma il rientro è stato un fulmine a ciel sereno dato che si aspettava di stare molto meglio dal punto di vista fisico. Marc Marquez ha spiegato di essere tornato dalla pausa estiva con aspettative molto alte perché si era allenato bene a casa e si sentiva molto bene, ma probabilmente sono venuti al circuito peggiore di tutti per la zona del braccio destro, perché presenta tante curve in quella direzione e frenate molto dure. E, ovviamente, più alte sono le aspettative, maggiore è la frustrazione che si prova se non si raggiunge l’obiettivo prefissato.

Alla domanda cosa farebbe con l’attuale Honda il Marc Marquez prima dell’infortunio, il numero 93 pensa che il “vecchio pilota” del pre-incidente, potrebbe lottare per il titolo con questa moto. Sicuramente crede che non potrebbe vincere tante gare come nel 2019 (12 vittorie), ma potrebbe lottare per il campionato del mondo ed essere nei primi tre molto spesso. E pensa che sia così per una semplice ragione: sulle piste in cui non ha sentito la limitazione fisica, o l’ha sentita meno, è andato molto meglio. Ma non può sempre rimediare da solo, la moto deve aiutarlo e adesso non lo fa. Né per lui né per gli altri piloti Honda. Adesso il suo fisico gli permette di andare in moto, ma non può fare magie.

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Redazione

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