Toyota e le batterie allo stato solido. Sfida e depistaggio?

Toyota e le batterie allo stato solido. Sfida e depistaggio?

L’elettrico tiene banco e le batterie per i BEV sono alternativamente sul banco degli imputati come responsabili della limitata autonomia e sui titoli dei giornali per le nuove scoperte che annunciano la risoluzione del problema.

L’elettrico tiene banco nell’automotive e le batterie per i veicoli elettrici a batterie (BEV) sono alternativamente sul banco degli imputati come responsabili della limitata autonomia che genera “ansia da percorrenza” agli utilizzatori e sui titoli dei giornali per le nuove scoperte che annunciano come imminente o quasi la risoluzione di questo problema con la prospettiva di far partire questa tecnologia che sempre si annuncia e mai sembra decollare. Con buona pace del motore a combustione interna.

Ora, Nikkei Asia Review, rivista economico finanziaria specializzata nei mercati Asiatici, ha da poco pubblicato un articolo in cui svela il piano Toyota che dovrebbe prevedere la presentazione nel 2021 di un’auto alimentata da batterie allo stato solido di nuova generazione. La multinazionale prevede di essere la prima azienda a vendere un veicolo elettrico dotato di una batteria a stato solido.

Il “trucco” è nel fluoruro al posto del litio. Le nuove batterie hanno un anodo di fluoruro, rame e cobalto, un catodo composto essenzialmente da lantanio (un metallo leggero e malleabile) e appunto un elettrolita solido. Il funzionamento è semplice, almeno nella teoria: queste batterie sfruttano il trasferimento di ioni da un elettrodo all’altro, ma utilizzando il fluoruro al posto del litio, garantiscono il passaggio di molti più elettroni per atomo, incrementando così la densità energetica.

Sarà una chicca, dice il report, che potrebbe regalare un’autonomia di circa 500 chilometri e una ricarica in soli 10 minuti. La batteria a stato solido su cui stanno lavorando parecchie Case automobilistiche pare fare progressi un po’ ovunque, ma non verrebbe data come disponibile prima del 2025

Di recente l’azienda americana QuantumScape ha annunciato di aver messo a punto una batteria allo stato solido con prestazioni molto migliori rispetto alle tradizionali batteria litio-ioni. Utilizza la chimica litio metallico con elettrolita in ceramica. Secondo il costruttore può ottenere un’autonomia fino all’80% superiore e si può ricaricare da 0 all’80% in soli 15 minuti.

Tutto questo mentre all’orizzonte spunta un brevetto, ottenuto molto recentemente, di una nuova batteria di vetro, descritta per la prima volta già in un documento del 2017 pubblicato su Energy and Environmental Science, che se commercializzata, avrebbe il potere di rivoluzionare totalmente l’industria dei veicoli elettrici, inclusi quelli con batterie allo stato solido.

Nel frattempo però mancano ancora molte informazioni sulle sue batterie allo stato solido di Toyota, come ad esempio sui cicli di ricarica che può raggiungere, sulla capacità operativa a diverse temperature, da sempre il punto debole tallone dell’attuale batteria allo stato solido.

Toyota in realtà non crede all’elettrico BEV, come le dichiarazioni di Akiro Toyoda hanno confermato molto chiaramente. Allora perché si impegnano così seriamente sul fronte batterie? Cui prodest? Di seguito alcuni semplici fatti.

Lo sviluppo dell’elettrico si basa sul litio. Il litio è un quasi monopolio della Cina; Giappone e Cina vivono permanenti situazioni geopolitiche conflittuali (vedi conflitto sino-giapponese del 2010 intorno alle isole Senkaku) per il controllo di territori ricchi di litio; il mercato auto cinese è il più grande del mondo; Toyota ha conquistato con l’ibrido una consistente fetta del mercato cinese; la Cina ha incentivato i veicoli elettrici e ibridi plug-in, escludendo però dagli incentivi l’ibrido “classico”; Toyota ha dovuto reagire, per non perdere mercato, ed ha avviato in questo mercato dapprima la commercializzazione del suo ibrido nella versione plug-in e quindi dell’elettrico a sole batterie.

È chiaro come l’accelerazione sulla tecnologia delle batterie allo stato solido sia “in primis” una risposta tattica di Toyota per affrontare chirurgicamente quelle realtà di mercato che la dovessero richiedere. Poi per lei è una scelta anche in chiave strategica di lungo termine, non per il BEV, ma per il suo ibrido plug in, che guadagnerebbe maggiore autonomia nella modalità solo elettrica, adottando la tecnologia delle batterie allo stato solido, meno dipendenti dal litio. Poi, la strategia di arrivo, per Toyota, è da sempre quella basata sulle fuel cell, utilizzando l’ibrido motore a combustione interna più motore elettrico con batterie plug-in, come tecnologia ponte.

Perché? Perché in questo modo si svincolano dalla dipendenza dal litio sia nella transizione che nella fase finale ad Idrogeno, giocando la partita sulla distanza da leader e non da follower, come già fatto con successo nel 1997, quando per primi introdussero l’ibrido mentre gli altri costruttori lo avevano considerato un semplice diversivo.

La presentazione di un SUV elettrico con batterie allo stato solido già nel 2021? Rumors o realtà, lo capiremo presto. Potrebbe però trattarsi di un depistaggio… magari involontario.

paolo

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