L’interazione che modifica l’ambiente circostante

L’interazione che modifica l’ambiente circostante
L’interazione che modifica l’ambiente circostante

Se diventa un grande touch-screen il manto stradale può gestire i fattori di prossimità e creare una mobilità più sicura e antropocentrica.

Il termine stigmergia è stato coniato nell’ambito della biologia e ora adottato anche dall’automotive. J. Kennedy e R.C. Eberhart in “Swarm Intelligence” ci spiegano che “… è una forma di comunicazione che avviene alterando lo stato dell’ambiente in un modo che influenzi il comportamento degli altri individui per i quali l’ambiente stesso è uno stimolo”.

Il progetto Starling Crossing (STigmergic Adaptive Responsive LearnING – alias interazione stigmergica adattiva) è partito qualche anno fa proprio da questo concetto, incorporato nell’acronimo identificativo dello stesso progetto. Consiste in una piattaforma di manto stradale intelligente, in grado di coordinare il traffico e il flusso pedonale al variare delle esigenze. Il manto stradale interattivo può modificare la configurazione, le dimensioni e l’orientamento dei passaggi pedonali al fine di dare priorità alla sicurezza dei pedoni, favorendo la viabilità; il tutto in tempo reale.

La strada diventa un grande touch-screen sul quale è stata incorporata questa rivoluzionaria tecnologia. A tale scopo è costituita da dei pannelli di plastica con LED incorporati, inseriti in una robusta struttura metallica antiscivolo in grado di sopportare il peso dei veicoli in transito. Il funzionamento si appoggia ad una rete di telecamere che monitorano costantemente il traffico e l’attraversamento pedonale, inviando i filmati ad un computer che li converte in dati utili a coordinare l’attività dei LED che definiscono gli attraversamenti e la correlata segnaletica orizzontale. L’illuminazione a LED presente nel manto stradale consente infatti di mostrare i segnali di attraversamento, avvertimenti e altre indicazioni utili a dirigere ed allertare sia i conducenti dei veicoli che i pedoni.

Molte sono anche le soluzioni studiate per incrementare il livello di sicurezza. Ad esempio, i LED luminosi che si trovano all’interno di pannelli di plastica interagiscono con le telecamere e generano segnali lampeggianti di avvertimento per i pedoni che entrano negli spazi pedonali utilizzando dei dispositivi smartphone. Oppure avvertono i conducenti dei veicoli con avvisi lampeggianti in caso di eventuali ciclisti in avvicinamento.

Starling Crossing tiene anche conto delle condizioni climatiche e delle ore del giorno, adeguando la segnaletica di conseguenza. Ad esempio, di notte e la mattina presto, quando non ci sono praticamente persone sulla strada, l’attraversamento pedonale può “scomparire” del tutto. Al contrario, durante l’ora di punta, l’immagine del passaggio pedonale può espandersi in larghezza per ospitare più pedoni.

La sperimentazione dovrebbe partire da Toronto dove si sta realizzando il progetto di trasformazione in Smart city del quartiere Quayside. Proprio in questo contesto anche lo studio di architettura CRA (Carlo Ratti Associati) ha collaborato con Sidewalk Labs di Alphabet per progettare The Dynamic Street, un prototipo per un sistema di pavimentazione modulare finalizzato a rendere le strade riconfigurabili per adattarsi perfettamente alle esigenze delle persone. Per fare un esempio, creare una corsia extra per il traffico in strada durante l’ora di punta e trasformare completamente la strada in una piazza pedonale di sera. Entrambi esempi di sperimentazione e stigmergia, quest’ultima di certo la strada maestra per una tecnologia che mette il benessere e la salute dell’uomo al centro del suo interesse. La natura insegna.

paolo

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