Luglio 21, 2026

smart #2, ciao ciao Concept: ecco com’è a pochi mesi dal debutto

Bella l’idea da Salone esposta a Pechino ma perché potesse diventare smart #2, la nuova fortwo elettrica, serviva altro, a cominciare da un ritorno sul pianeta terra, quello dell’industrializzazione, di alcuni particolari avveniristici ma poco realisticamente traducibili in serie. I muletti di sviluppo sono nella fase finale che porterà la smart elettrica due posti al debutto al Salone di Parigi, a inizio ottobre; rivelano l’adattamento necessario di certi particolari, senza sconvolgere un impianto stilistico comunque interessante.

SMART #2

  • Prodotta da Geely
  • 2,79 metri di lunghezza
  • Elettrica con una batteria “generosa”
  • Debutto del modello di serie al Salone di Parigi

smart #2 elettrica 2026 caratteristiche

Sul frontale, alle estremità del paraurti, sembrano essere spariti gli spazi digitali, con pixel di led per ricreare la grafica # a sinistra e 2 a destra del paraurti, come visto sul concept (sotto, la gallery). Vedremo se sostituti da elementi a led semplificati o con un’opzione per avere il medesimo effetto visto sulla show car.

Lungo la fiancata rimane il bell’effetto di tetto sospeso, grazie al trattamento del montante dietro la portiera, che adotta una normalissima maniglia. Gradevole anche la coda, con il disegno elaborato dei fari effetto 3D, l’applicazione sul paraurti in stile diffusore e uno spoiler pronunciato: se possibile, convincente più del concept. Promossa la smart #2 al capitolo design.

INTERNI

Salendo a bordo la novità sarà nella disposizione dei sedili, che al posto di due sedute singole e separate adottano una panca composta da due sedute e un elemento centrale che nasconde un vano portaoggetti. Ovviamente resta l’omologazione due posti ed è vietato sfruttare lo spazio centrale per un terzo passeggero che, peraltro, non avrebbe i centimetri di spazio necessari. Un secondo spazio per riporre degli oggetti è nascosto sotto alla porzione centrale della panca. Non è la prima volta che assistiamo a sedili anteriori uniti tra loro – in passato, dalla Multipla alla Honda FR-V, fino alla Citroen C4 Cactus hanno proposto uguale soluzione -, è la prima volta che avviene su un’auto omologata M1 e due posti.

Un altro elemento distintivo degli interni è l’andamento della plancia a S, un’onda che sul concept accoglie le quattro bocchette del clima, con regolazione integrata della ventola: vedremo se sarà un contenuto trasferito sul modello di serie o resterà un particolare della show car.

DIMENSIONI E TEST DI SVILUPPO

Attualmente la #2 sta completando il percorso di sviluppo, concentrato sulla taratura della risposta dello sterzo e degli ammortizzatori. Le prove di agilità, cambi corsia d’emergenza e aderenza su fondi a bassa aderenza sono tra i test più complessi per un’auto tanto corta nel passo, che deve garantire sì la reattività naturale, aiutata dalla vicinanza tra gli assi, ma anche la necessaria stabilità nelle manovre brusche, come può essere un cambio di corsia repentino.

Un “esercizio”, il cambio di corsia, che mette alla prova la taratura degli ammortizzatori – non possono essere troppo morbidi né eccessivamente rigidi – e le regolazioni del controllo elettronico di stabilità. smart è al lavoro anche per migliorare il comfort a bordo, sotto forma di contenimento delle vibrazioni e rumorosità trasmessi nella guida su fondi sconnessi. I campi di intervento sono le tipologie di gomme impiegate, con dimensioni differenziate tra anteriore e posteriore che rispondono anche alla necessità di controllare l’assetto, e la qualità degli accoppiamenti, per evitare scricchiolii che sopraggiungono con l’aumentare dei chilometri percorsi.

Il modello di serie sarà una citycar da 2,79 metri di lunghezza, un po’ più grande la #2 rispetto ai 2,70 metri di lunghezza dell’ultima fortwo vista sulla scena, prima che per smart si aprisse la fase dell’ampliamento della gamma sotto il controllo della joint venture Geely-Mercedes. Il marchio cinese è responsabile della produzione e sviluppo dei motori, Mercedes contribuisce sul design. Ecco, sulla #2 i rapporti sono un po’ diversi, poiché Mercedes ha contribuito anche allo sviluppo della piattaforma Electric Compact Architecture, per ovvie ragioni specifica per il modello e con la possibilità che in futuro arrivi anche una versione quattro posti, un’utilitaria che si inserisca nel solco che fu della forfour.

CARATTERISTICHE, AUTONOMIA E IL NODO PREZZI

Quanto alle specifiche tecniche, la batteria avrà una capacità di ben 35,7 kWh. “Ben” perché è un dimensionamento notevole se rapportato alle dimensioni dell’auto e a quanto propone il mercato, con citycar 4 posti economiche a dichiarare 27 kWh e percorrenze nell’ordine dei 250-260 km. La presenza di una batteria da 35,7 kWh e l’autonomia attesa vicino ai 300 km è un indizio che suggerisce un posizionamento di prezzo della smart #2 non in contrapposizione con le elettriche ultraeconomiche.

smart #2 batteria e autonomia

Per fare un confronto in casa smart, la fortwo elettrica offriva poco meno di 18 kWh e l’autonomia di marcia era limitata a meno di 150 km. Va detto come la precedente generazione fosse nata in tutt’altra fase tecnica della mobilità elettrica.

La commercializzazione nel Vecchio Continente della #2 avverrà in un contesto teoricamente ad alto potenziale. Per una mobilità urbana a zero emissioni, nelle grandi città congestionate dal traffico, la smart #2 dovrà provare a ripetere i fasti delle prime due serie, gettonatissime soprattutto in Italia. C’è poi il fattore prezzo da tenere in considerazione: la smart non è mai stata una citycar a buon mercato e la fortwo elettrica si è posizionata a più di 25 mila euro nella sua ultima apparizione in Italia. Per le specifiche tecniche annunciate, non saranno le citycar ultraeconomiche le avversarie dirette, potendo contare la nuova #2 sull’unicità di un’auto dagli ingombri minimi

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