Nuova Smart FowTwo: cosa c’è di interessante nella #2 in arrivo a settembre
Bella l’idea da Salone esposta a Pechino ma perché potesse diventare smart #2, la nuova fortwo elettrica, serviva altro, a cominciare da un ritorno sul pianeta terra, quello dell’industrializzazione, di alcuni particolari avveniristici ma poco realisticamente traducibili in serie. I muletti di sviluppo sono nella fase finale che porterà la smart elettrica due posti al debutto al Salone di Parigi, a inizio ottobre; rivelano l’adattamento necessario di certi particolari, senza sconvolgere un impianto stilistico comunque interessante.
SMART #2
Sul frontale, alle estremità del paraurti, sembrano essere spariti gli spazi digitali, con pixel di led per ricreare la grafica #2 ai lati del paraurti, come visto sul concept (sotto la gallery). Vedremo se sostituti da elementi a led semplificati o con un’opzione per avere il medesimo effetto visto sulla show car.
Lungo la fiancata rimane il bell’effetto di tetto sospeso, grazie al trattamento del montante dietro la portiera, che adotta una normalissima maniglia. Gradevole anche la coda, con il disegno elaborato dei fari effetto 3D, l’applicazione sul paraurti in stile diffusore e uno spoiler pronunciato: se possibile, convincente più del concept. Promossa la smart #2 al capitolo design.
INTERNI
Salendo a bordo la novità sarà nella disposizione dei sedili, che al posto di due sedute singole e separate adottano una panca composta da due sedute e un elemento centrale che nasconde un vano portaoggetti.
Ovviamente resta l’omologazione due posti ed è vietato sfruttare lo spazio centrale per un terzo passeggero che, peraltro, non avrebbe i centimetri di spazio necessari. Un secondo spazio per riporre degli oggetti è nascosto sotto alla porzione centrale della panca.
Non è la prima volta che assistiamo a sedili anteriori uniti tra loro (in passato, dalla Multipla alla Honda FR-V, fino alla Citroen C4 Cactus hanno proposto uguale soluzione), ma è la prima volta che avviene su un’auto omologata M1 e due posti.
Un altro elemento distintivo degli interni è l’andamento della plancia a S, un’onda che sul concept accoglie le quattro bocchette del clima, con regolazione integrata della ventola: vedremo se sarà un contenuto trasferito sul modello di serie o resterà un particolare della show car.
DIMENSIONI E TEST DI SVILUPPO
Attualmente la #2 sta completando il percorso di sviluppo, concentrato sulla taratura della risposta dello sterzo e degli ammortizzatori. Le prove di agilità, cambi corsia d’emergenza e aderenza su fondi a bassa aderenza sono tra i test più complessi per un’auto tanto corta nel passo, che deve garantire sì la reattività naturale, aiutata dalla vicinanza tra gli assi, ma anche la necessaria stabilità nelle manovre brusche, come può essere un cambio di corsia repentino.
Un “esercizio”, il cambio di corsia, che mette alla prova la taratura degli ammortizzatori – non possono essere troppo morbidi né eccessivamente rigidi – e le regolazioni del controllo elettronico di stabilità. smart è al lavoro anche per migliorare il comfort a bordo, sotto forma di contenimento delle vibrazioni e rumorosità trasmessi nella guida su fondi sconnessi. I campi di intervento sono le tipologie di gomme impiegate, con dimensioni differenziate tra anteriore e posteriore che rispondono anche alla necessità di controllare l’assetto, e la qualità degli accoppiamenti, per evitare scricchiolii che sopraggiungono con l’aumentare dei chilometri percorsi.
Il modello di serie sarà una citycar da 2,79 metri di lunghezza, un po’ più grande la #2 rispetto ai 2,70 metri di lunghezza dell’ultima fortwo vista sulla scena, prima che per smart si aprisse la fase dell’ampliamento della gamma sotto il controllo della joint venture Geely-Mercedes. Il marchio cinese è responsabile della produzione e sviluppo dei motori, Mercedes contribuisce sul design. Ecco, sulla #2 i rapporti sono un po’ diversi, poiché Mercedes ha contribuito anche allo sviluppo della piattaforma Electric Compact Architecture, per ovvie ragioni specifica per il modello e con la possibilità che in futuro arrivi anche una versione quattro posti, un’utilitaria che si inserisca nel solco che fu della forfour.
CARATTERISTICHE, AUTONOMIA E IL NODO PREZZI
I documenti di omologazione depositati in Cina nei primi giorni di agosto hanno permesso di mettere a fuoco le dimensioni definitive della smart #2: la lunghezza risulta di 2.751 o 2.764 mm a seconda della versione, con larghezza di 1.669 mm, altezza di 1.555 mm e passo di 1.875 mm; il peso a vuoto si attesta attorno ai 1.130 kg.

Gli stessi documenti confermano la meccanica: un motore elettrico da 60 kW (80 CV) fornito da InfiMotion e una batteria a celle LFP di CATL assemblate da Geely, coerente con la capacità di 35,7 kWh già annunciata da smart e con l’autonomia WLTP dichiarata vicina ai 300 km. La velocità massima si ferma a 140 km/h.
Sul fronte prezzi, smart punta per l’Europa a una soglia d’accesso inferiore ai 22.500 euro, con il listino definitivo atteso in occasione del debutto di Parigi. La produzione, almeno in questa prima fase, resterà cinese, sia per il mercato locale sia per l’esportazione: non è escluso in futuro un impianto europeo, ma al momento non risultano annunci né tempistiche in merito.
Nel frattempo smart ha avviato una campagna di teaser globale con opere di street art apparse in sei città del mondo tra Asia, Europa, Oceania e Sud America, pensata per anticipare il design definitivo della vettura in vista della presentazione ufficiale.
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